Indice USD
L’indice ha invertito bruscamente la tendenza la scorsa settimana, rompendo significativamente al di sotto della soglia psicologica di 100,00. Sebbene la Fed abbia lasciato i tassi invariati nella riunione del FOMC di mercoledì, l’interpretazione del mercato è stata meno restrittiva del previsto. Dati di crescita inferiori alle attese hanno ridotto le aspettative di un futuro inasprimento della politica monetaria, il calo dei rendimenti e una generale ripresa della propensione al rischio hanno contribuito a rendere il dollaro USA meno attraente. Resistenza a 101,49, supporto a 99,54.

S&P 500
L’indice è risalito dopo una settimana volatile, riuscendo a chiudere in rialzo e a chiudere la settimana con una candela verde. L’attività dei prezzi continua a oscillare all’interno di un intervallo ben consolidato tra 7340 e 7550, sostanzialmente in una fase laterale negli ultimi due mesi. I principali fattori trainanti sono stati i risultati trimestrali superiori alle attese in molti settori, con Microsoft e Amazon in testa. Sebbene la Fed abbia contribuito alla volatilità del mercato, gli investitori sembrano essersi concentrati maggiormente sugli utili piuttosto che sulle aspettative sui tassi di interesse. Resistenza a 7551, supporto a 7339.

Oro
Il metallo prezioso ha avuto una settimana altalenante, con una forte ondata di vendite venerdì che ha annullato i guadagni iniziali. Il grafico conferma che l’oro ha trovato una zona di comfort negli ultimi due mesi, con acquirenti e venditori incapaci di incrementare le oscillazioni giornaliere. I fattori contrari includono: lo status di bene rifugio dell’oro, dato che il conflitto in Medio Oriente è tutt’altro che risolto, l’indebolimento del dollaro USA, il calo dei rendimenti e un generale sentiment di propensione al rischio. Si noti la linea di tendenza discendente che mostra la serie di massimi decrescenti. Tecnicamente, il supporto a 4000 dollari continua ad essere difeso dagli acquirenti. Resistenza a 4117 dollari, supporto a 3988 dollari.

Petrolio Brent
Il prezzo del petrolio è crollato bruscamente all’inizio della settimana, in quanto il mercato, proiettato verso il futuro, ha rispecchiato un rapido scioglimento del premio di rischio geopolitico. I prezzi erano schizzati oltre i 100 dollari la settimana precedente, a causa dei rinnovati timori di interruzioni nell’offerta e nelle spedizioni. Successivamente, un cessate il fuoco e una pausa nelle ostilità tra Stati Uniti e Iran hanno portato a una ripresa e i prezzi sono scesi fino a raggiungere la soglia, ora cruciale, dei 90 dollari. Resistenza a 90,02 dollari, supporto a 80,48 dollari.

Bitcoin
Settimana negativa per la criptovaluta, con i prezzi contenuti in un intervallo di trading relativamente ristretto di 2.000 dollari. Dopo il rimbalzo dall’area di supporto a 60.000 dollari, il Bitcoin non è riuscito ad attirare nuovi acquisti, con gli investitori cauti riguardo a possibili interventi di vendita ai livelli di resistenza attuali. Si noti la nuova linea di tendenza discendente che, per ora, limita ulteriori guadagni. Resistenza a 65.500 dollari, supporto a 63.300 dollari.
