Riepilogo Settimanale

Posted on July 26, 2026

Indice USD

L’indice si è rafforzato nel corso della settimana, grazie a diversi fattori: la domanda di beni rifugio derivante dal conflitto tra Stati Uniti, Iran e Medio Oriente; l’impennata dei prezzi del petrolio; i solidi dati economici statunitensi; la debolezza dell’euro e dello yen. Dal punto di vista tecnico, l’attuale livello di resistenza si mantiene solido da maggio 2025. L’RSI a 61 lascia spazio a ulteriori rialzi. Gli acquirenti continuano a presidiare l’area di supporto tra 100,00 e 100,50. La resistenza si trova a 101,36, mentre il supporto è a 100,46.

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S&P 500

L’indice si è indebolito per la seconda settimana consecutiva, con forti vendite sui titoli tecnologici e dei semiconduttori. I risultati trimestrali di Alphabet e Tesla hanno pesato notevolmente sul sentiment. Le aspettative di tassi d’interesse elevati, le tensioni in Medio Oriente e le preoccupazioni relative a nuovi dazi doganali contribuiscono alle incertezze sulla crescita globale. Si osserva inoltre la tipica relazione inversa tra dollaro forte e mercati azionari deboli. Il livello di 7400 continua a essere protetto dagli acquirenti. La resistenza si trova a 7565, mentre il supporto è a 7411.

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Oro

La scorsa settimana il metallo prezioso ha registrato un andamento relativamente stabile, in quanto due forze principali si sono bilanciate a vicenda. Le crisi geopolitiche in Medio Oriente, che aumentano la domanda di beni rifugio, e l’indebolimento e la volatilità del mercato azionario hanno favorito un rialzo dell’oro. Allo stesso tempo, un dollaro forte, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e l’impennata dei prezzi del petrolio hanno generato timori di inflazione, peggiorando le prospettive della Fed e, di conseguenza, peggiorando la situazione dell’oro. Da notare che gli acquirenti continuano a proteggere l’area di supporto a 4000 dollari, puntando al contempo a riconquistare i 4200 dollari.

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Petrolio Brent

Il mercato petrolifero, proiettato verso il futuro, ha continuato la sua corsa rialzista, spinta dalla probabilità di interruzioni delle forniture a breve termine dovute alla guerra in Medio Oriente. Un nuovo fattore, rappresentato dalla minaccia degli Houthi alla rotta del Mar Rosso, ha portato il Brent a raggiungere la soglia psicologica e cruciale dei 100 dollari. È interessante notare come l’aumento dei prezzi del petrolio sia stato il principale motore che ha collegato i movimenti settimanali di valute, obbligazioni, oro e azioni.

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Bitcoin

La criptovaluta ha oscillato in un intervallo relativamente ristretto. Non si è osservata una vera e propria tendenza, a differenza di quanto accaduto con il dollaro USA, le azioni e il petrolio. La candela doji conferma la mancanza di una direzione precisa. Gli afflussi di ETF spot (acquisti istituzionali) continuano a mantenere i prezzi al di sopra della soglia dei 60.000 dollari. Il Bitcoin non sembra conformarsi ai tipici scenari di propensione o avversione al rischio, suggerendo che il mercato sia alla ricerca di un nuovo catalizzatore prima di intraprendere una nuova direzione. Supporto a 63.300 dollari e resistenza a 66.700 dollari.

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