Riepilogo Settimanale

Posted on June 21, 2026

Indice USD

Il dollaro USA ha attraversato due fasi distinte: inizialmente si è indebolito in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran, per poi rafforzarsi dopo che la Fed ha lasciato i tassi invariati, con un tono decisamente restrittivo che si è tradotto in tassi più alti per un periodo prolungato. Anche l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro e i differenziali di tasso d’interesse favorevoli (rispetto alle altre principali valute) hanno contribuito a questo andamento. Dal punto di vista tecnico, la netta rottura al di sopra della soglia dei 100,00 e il raggiungimento del livello più alto da oltre un anno hanno rafforzato il forte trend rialzista. Resistenza a 100,90, supporto a 99,09.

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S&P 500

L’indice ha iniziato la settimana con un movimento rialzista, in quanto il tema della propensione al rischio si è correlato al calo del dollaro USA, alimentato dall’ottimismo geopolitico sull’accordo tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, la posizione restrittiva della Fed ha portato a un rimbalzo del dollaro, a un calo delle azioni e all’inizio della battaglia tra acquirenti e venditori. L’indecisione è stata confermata da una candlestick di tipo doji a chiusura di settimana. È interessante notare come l’indice si sia mantenuto vicino ai massimi storici nonostante il rafforzamento del dollaro.

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Oro

Il trend ribassista continua, con i venditori che mantengono il controllo. La scarsa domanda di metallo suggerisce, almeno per ora, la presenza di forze più forti delle preoccupazioni geopolitiche legate ai beni rifugio. Un dollaro forte, tassi di interesse più elevati e forse minori preoccupazioni per l’inflazione a causa del calo dei prezzi del petrolio, contribuiscono al trend ribassista in atto dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Si noti che questa è la chiusura più bassa da novembre 2025. La scorsa settimana è stato testato il livello chiave dei 4000 dollari, che potrebbe essere nuovamente messo alla prova qualora il rally dell’ISD dovesse continuare. Resistenza a 4380 dollari, supporto a 4121 dollari.

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Petrolio Brent

Nonostante il fragile accordo tra Stati Uniti e Iran non sia ancora stato firmato, i prezzi continuano a scendere, confermando che il petrolio è un mercato orientato al futuro, basato sulle aspettative di offerta futura piuttosto che sulle notizie del momento. Il Brent continua a scendere poiché il “premio di guerra” è stato scontato dal mercato, che privilegia una de-escalation del conflitto rispetto allo scenario peggiore. Tecnicamente, i prezzi si avvicinano ai livelli prebellici, ovvero a 70 dollari, piuttosto che alla soglia dei 100 dollari, superata nettamente al rialzo da un mercato pessimista preoccupato per le problematiche relative all’offerta. La resistenza si trova a 84,10 dollari, mentre il supporto è a 76,24 dollari.

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Bitcoin

I venditori hanno annullato i limitati guadagni della scorsa settimana, continuando a scambiare all’interno di un intervallo ristretto e familiare (si veda l’andamento dei prezzi da aprile a ottobre 2024). La criptovaluta continua a comportarsi più come un asset rischioso che come un bene rifugio, lottando contro un dollaro USA più forte e aspettative di tassi di interesse più elevati, fattori che attualmente guidano i temi di mercato. Gli acquirenti puntano a riconquistare gli 80.000 dollari nel tentativo di invertire la tendenza, mentre i venditori mirano a rompere l’area di supporto dei 60.000 dollari, difesa con successo dall’inizio dell’anno. Resistenza a 67.200 dollari, supporto a 62.200 dollari.

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