Indice USD
Settimana positiva per il dollaro USA, con gli acquirenti che hanno confermato la domanda per la valuta globale. I dati sull’inflazione, in aumento, hanno spinto la Fed verso una politica monetaria più rialzista, gli alti rendimenti hanno attratto gli investitori e il bene rifugio ha continuato a essere attraente, dato che i conflitti geopolitici non lasciano presagire un esito positivo. Resistenza a 99,22, supporto a 97,68.

S&P 500
Nonostante il ritracciamento di venerdì, che ha visto i venditori chiudere la settimana con una prevedibile ondata di prese di profitto, il grafico conferma la domanda di azioni statunitensi. La scorsa settimana l’indice ha raggiunto un nuovo massimo storico con la settima candela verde consecutiva e una successione di massimi e minimi crescenti. I solidi utili del settore tecnologico (con l’intelligenza artificiale in testa) hanno contribuito al sentiment positivo e alla FOMO (paura di perdere l’occasione) tra trader e investitori. È interessante notare che il dollaro USA e le azioni si sono mossi nella stessa direzione (al rialzo) anziché seguire la tradizionale relazione inversa. Resistenza a 7535, supporto a 7364.

Oro
Questa settimana la pressione di vendita ha prevalso, con una rottura al ribasso del supporto della formazione a triangolo discendente (segnale ribassista). I prezzi si sono mossi ben al di sotto della zona di comfort di 4700 dollari, che aveva retto all’inizio della settimana. Una Fed più aggressiva e il rafforzamento del dollaro si sono infine rivelati troppo per permettere al metallo di resistere. Mentre i venditori puntano a scendere sotto i 4500 dollari, gli acquirenti cercano di riconquistare i 4600 dollari come minimo per arrestare e poi invertire il trend. Resistenza a 4773 dollari, supporto a 4530 dollari.

Petrolio Brent
La scorsa settimana non si sono registrati nuovi sviluppi sul fronte petrolifero, con lo status quo che si riflette nei prezzi, i quali si avvicinano alla soglia dei 110 dollari all’inizio della nuova settimana di negoziazione. Stati Uniti e Iran non sono vicini a un accordo, lo stretto rimane chiuso, o quantomeno non aperto al passaggio sicuro, e si sentono parlare di cifre come 120, 150 e 200 dollari, il che contribuisce a creare un mercato molto incerto. La resistenza si trova a 109,96 dollari, mentre il supporto è a 102,89 dollari.

Bitcoin
Gli acquirenti non sono riusciti ad aumentare, né tantomeno a mantenere, la resistenza tra gli 80.000 e gli 82.000 dollari, poiché i venditori hanno controllato l’attività settimanale invertendo il trend sui grafici giornalieri. È interessante notare che il candlestick settimanale conferma che i prezzi hanno chiuso al di sotto della media mobile principale, con un minimo inferiore sul grafico. I venditori cercheranno di accentuare la svendita e spingere ulteriormente i prezzi al di sotto degli 80.000 dollari, mentre gli acquirenti cercheranno di superare tale livello per ritestare l’area di resistenza degli 82.000 dollari. Resistenza a 82.500 dollari, supporto a 77.200 dollari.
