Indice USD
Sulla scia della fuga verso la sicurezza del dollaro statunitense immediatamente successiva all’attacco statunitense/israeliano all’Iran (28 febbraio), il rally dell’indice ha confermato la domanda di valuta di riserva globale. Tuttavia, con l’inizio della quarta settimana di guerra, il grafico mostra un netto ritracciamento, con l’ingresso dei venditori e una forte ondata di vendite. Come già accaduto da maggio 2025, gli acquirenti non sono riusciti a mantenere il livello al di sopra di 100,00. La resistenza si trova a 100,20, mentre il supporto è a 98,75.

S&P 500
I venditori hanno accentuato il trend ribassista preesistente, mentre i mercati azionari reagiscono alla crisi petrolifera e al potenziale rallentamento economico. Un dollaro forte, così come la retorica ottimistica della Fed nel mantenere i tassi invariati al FOMC la scorsa settimana, hanno fatto ben poco per stimolare la domanda di azioni statunitensi, con i mercati azionari che si muovono nervosamente. Tecnicamente, il quarto massimo e minimo consecutivo decrescente conferma il sentiment ribassista. Si noti che il supporto coincide con quello di novembre 2025. La resistenza a 6800 si profila come un livello cruciale da puntare per gli acquirenti. Resistenza a 6810 con supporto a 6521.

Oro
Forse la reazione economica più sorprendente alla guerra in Medio Oriente è stata la forte ondata di vendite dell’oro. Tradizionalmente considerato un bene rifugio in tempi di conflitto geopolitico, il metallo ha invece registrato una scarsa domanda, con i venditori che hanno spinto al ribasso il prezzo, rompendo con relativa facilità livelli di supporto significativi. Misurando il rally del 2025 da 2600 a 5600 dollari, si noti che il primo livello di ritracciamento di Fibonacci (38,2%) si trova a 4450 dollari, ovvero 50 dollari al di sotto del prezzo attuale di 4494 dollari. Qualora il dollaro statunitense dovesse faticare a mantenere la sua forza, un dollaro indebolito, sia tecnicamente che dal punto di vista del sentiment, potrebbe dare all’oro l’impulso per invertire la tendenza attuale. Resistenza a 5039 dollari, supporto a 4477 dollari.

Petrolio Brent
Le forti oscillazioni al rialzo continuano, con i prezzi che si muovono all’interno di un ampio e volatile intervallo di oltre 19 dollari. I massimi decrescenti confermano la tendenza al rialzo, poiché l’incertezza e gli scenari peggiori dominano l’attività dei prezzi. I due fattori che influenzano i prezzi non mostrano segni di attenuazione delle preoccupazioni relative all’offerta: le riserve/infrastrutture strategiche di approvvigionamento sono state prese di mira in tutta la regione da Iran, Stati Uniti e Israele, e le rotte di approvvigionamento/spedizione rimangono chiuse. Livelli tecnici: i prezzi si sono mantenuti sopra i 100 dollari nell’ultima settimana; la resistenza sopra i 118 dollari è stata raggiunta due volte durante la settimana; il prossimo obiettivo al rialzo è un test dei 120 dollari. Resistenza a 118,82 dollari con supporto a 99,42 dollari.

Bitcoin
Mentre le classi di asset tradizionali hanno reagito con estrema volatilità alla guerra in Medio Oriente, lo strumento più stabile e apparentemente indenne sembra essere Bitcoin. I prezzi sono rimasti stabili, con un mini rally di due settimane fa, invertito la scorsa settimana, e attualmente si attestano vicino alla consolidata area dei 70.000 dollari. Gli acquirenti continuano a faticare sopra i 75.000 dollari, livello difeso dai venditori. Al ribasso, gli acquirenti hanno protetto l’area di supporto tra i 68.000 e i 70.000 dollari. I venditori potrebbero interpretare la resistenza settimanale come un massimo inferiore, conferendo al grafico un’impronta ribassista. Si noti che l’attuale resistenza coincide con il supporto del 7 aprile 2025, il che aumenta la rilevanza di questo livello. Resistenza a 75.900 dollari con supporto a 68.200 dollari.
