Indice USD
Il trend rialzista ha guadagnato slancio durante tutta la settimana, con una forte spinta venerdì che ha permesso all’indice di raggiungere il massimo annuale. Mentre il conflitto geopolitico globale/la guerra in Medio Oriente entra nella terza settimana, la fuga verso il dollaro statunitense, considerato il bene rifugio/valuta di riferimento, è stata confermata. Gli acquirenti cercheranno di mantenersi al di sopra della soglia di 100,00, un livello significativo che ha agito sia da resistenza che da supporto. Resistenza a 100,26 e supporto a 98,20.

S&P 500
Il tentativo di rally di inizio settimana è durato poco, poiché i venditori sono intervenuti annullando quasi tutti i guadagni iniziali e registrando un minimo inferiore, rafforzando così il trend ribassista già in atto. Nonostante un leggero corpo verde, il candlestick settimanale ha confermato il nervosismo e la scarsa domanda di azioni statunitensi. Il forte aumento del prezzo del petrolio, che ha alimentato i timori inflazionistici di un rallentamento economico globale, insieme al rally del dollaro USA, hanno contribuito alla svendita. L’attività dei prezzi si è mantenuta tra 6900 al rialzo e 6600 al ribasso: l’area di supporto è per ora ben difesa dagli acquirenti. Resistenza a 6903, supporto a 6588.

Oro
Una seconda candela rossa consecutiva con un massimo inferiore rafforza il trend ribassista. Si noti la linea di tendenza ascendente rotta al ribasso. Come già accaduto da febbraio, l’area di supporto a 5000 dollari ha retto bene. La contraddizione relativa al metallo prezioso riguarda il mantenimento del suo status di bene rifugio; tuttavia, sembra che la tradizionale relazione inversa tra dollaro forte e oro debole abbia pesato sul dollaro, determinando un’inaspettata mancanza di domanda per il bene rifugio. Il prezzo relativamente basso non ha ancora attratto acquisti di valore. Qualsiasi inversione significativa, a differenza di forti impennate, si rifletterà sui timeframe più brevi, a 4 ore e giornaliero. Resistenza a 5238 dollari con supporto a 5006 dollari.

Petrolio Brent
L’iniziale impennata al rialzo di inizio settimana ha dettato il ritmo a un’estrema volatilità (quasi 40 dollari di differenza tra massimo e minimo settimanale), con i prezzi del petrolio che hanno reagito bruscamente alla retorica e alla realtà pratica: gli Stati Uniti che rivendicano la vittoria e dichiarano la fine della guerra, pur continuando ad attaccare i siti petroliferi iraniani; mentre l’Iran prosegue le sue rappresaglie contro gli stati del Golfo e limita il passaggio attraverso la regione (chiusura dello Stretto di Hormuz). All’inizio della terza settimana, il petrolio si è stabilizzato sopra i 100 dollari, con la minaccia di un prezzo di 200 dollari al barile proveniente dall’Iran. Resistenza a 119,33 dollari, supporto a 81,58 dollari.

Bitcoin
Settimana positiva per la criptovaluta, con gli acquirenti che mantengono il controllo e registrano la chiusura più alta (nettamente superiore a 70.000 dollari) dall’inizio di febbraio 2026. Da notare il rimbalzo dalla linea di tendenza ascendente, in coincidenza con la forte area di supporto (66.000 dollari) che gli acquirenti continuano a difendere. La resistenza coincide con quella della scorsa settimana, con gli acquirenti incapaci di raggiungere i 74.000 dollari al rialzo. L’attuale resistenza ha agito da resistenza in precedenza (aprile 2024) e da supporto (aprile 2025), il che conferisce rilevanza al livello. Sebbene tecnicamente il ritracciamento sia chiaro sui grafici, la domanda di BTC rimane relativamente debole. Resistenza a 73.800 dollari con supporto a 65.900 dollari.
