Indice USD
L’indice è rimasto relativamente invariato per la settimana. I guadagni (candela verde) riflessi sul grafico sono dovuti essenzialmente al gap ribassista di inizio settimana, con una chiusura settimanale pressoché in linea con quella della settimana precedente. Si prevede che il trend/attività laterale reagirà bruscamente all’attacco degli Stati Uniti all’Iran nel fine settimana. Tradizionalmente, l’USD si rafforza in caso di conflitto geopolitico che degenera in guerra, tuttavia il ruolo degli Stati Uniti come fazione belligerante è un nuovo fondamentale che i mercati assorbiranno e reagiranno di conseguenza. Resistenza a 97,93 con supporto a 97,28.

S&P 500
L’attività laterale è proseguita questa settimana, con gli acquirenti che hanno dato il via alle contrattazioni all’inizio, seguiti dai venditori che hanno preso il controllo per chiudere la settimana. Il restringimento dell’intervallo che forma un triangolo simmetrico è tecnicamente un precursore di una potenziale epidemia. La risposta del mercato azionario al conflitto in Medio Oriente, sfociato in una guerra su vasta scala nella regione, sarà rivelata in due fasi: in primo luogo, quando il mercato dei futures inizierà a negoziare nella sessione asiatica, e poi di nuovo quando Wall Street aprirà alle 9:30 EST nella sessione statunitense. Resistenza a 6969 con supporto a 6825.

Oro
Un’altra settimana positiva per l’oro, con un quarto massimo consecutivo in rialzo, grazie al controllo degli acquirenti. Lo status di bene rifugio del metallo dovrebbe vedere un’ulteriore domanda all’apertura della nuova settimana di contrattazioni, in seguito allo scoppio della guerra in Medio Oriente. Il massimo storico di inizio anno (26 gennaio 2026) a 5.595 dollari potrebbe essere messo in discussione da un mercato nervoso alla ricerca di un’alternativa al dollaro statunitense e/o ai mercati azionari tradizionali. Resistenza a 5.280 dollari con supporto a 5.090 dollari.

Petrolio Brent
Dopo una settimana di nervosismo e attesa, venerdì si è assistito a un’esplosione poche ore prima che Stati Uniti e Israele lanciassero i primi attacchi contro l’Iran. Il rally di 3 dollari ha visto il petrolio scambiato al livello più alto dal 23 giugno 2025. Si prevede che l’estrema volatilità continuerà nella nuova settimana, con l’incertezza legata ai problemi di approvvigionamento e/o alle immediate interruzioni delle rotte di trasporto nella zona. Resistenza a 73,56 dollari con supporto a 69,13 dollari.

Bitcoin
Un sesto candlestick settimanale rosso consecutivo conferma un forte trend ribassista e la mancanza di domanda per la criptovaluta. Il prossimo obiettivo al ribasso è fissato a 60.000 dollari (minimo 2 febbraio 2026). Ad oggi, BTC non è riuscito ad attrarre domanda come bene rifugio/asset. Con l’attuale guerra in Medio Oriente ormai passata dalla retorica a un conflitto su vasta scala, la percezione globale di Bitcoin rimarrà la stessa dal punto di vista degli investimenti/della sicurezza? Resistenza a 70.300 dollari con supporto a 62.500 dollari.
