Indice USD
La minaccia della Groenlandia ha spaventato il mercato; le ultime minacce di dazi di Trump hanno fatto precipitare il dollaro statunitense. I venditori hanno confermato il panico, con la forte svendita della valuta globale durante la sessione asiatica ed europea, con gli acquirenti che sono intervenuti e hanno recuperato parte delle perdite durante la sessione statunitense. Trend e sentiment puntano al ribasso dopo il movimento odierno. Resistenza a 98,90 con supporto a 98,01.

S&P 500
I mercati azionari statunitensi hanno iniziato la settimana in difficoltà e oggi hanno risposto allo scenario Groenlandia/dazi con una forte svendita generalizzata. L’indice ha guadagnato leggermente sul mercato dei futures e all’inizio della sessione statunitense, prima che i venditori rilasciassero una chiara dichiarazione in risposta all’ultimo conflitto geopolitico. Si noti che gli acquirenti erano vicini al livello di 7000 alla chiusura della scorsa settimana e ora, due giorni dopo, i venditori puntano a testare il livello di 6800 al ribasso. Resistenza a 6911 con supporto a 6823.

Oro
Non sorprende che l’oro abbia registrato un forte rialzo in risposta alla situazione in Groenlandia, confermando lo status di bene rifugio del metallo e la relazione inversa con un dollaro in calo. È stato registrato un nuovo massimo storico, con i venditori rimasti in disparte. È interessante notare che alla fine dell’anno scorso, quando l’oro veniva scambiato a 4.274 dollari (31 dicembre 2025), gli analisti prevedevano un possibile livello di 5.000 dollari nel 2026. Al momento (20 gennaio 2026) gli acquirenti considerano i 4.800 dollari come prossimo obiettivo al rialzo. Resistenza a 4.766 dollari con supporto a 4.658 dollari.

Petrolio Brent
Per il terzo giorno consecutivo non si intravede una direzione chiara, con il petrolio che continua a testare i 65 dollari al rialzo, i 63,30 dollari al ribasso e si assesta intorno ai 64 dollari. Sebbene la questione della Groenlandia sia al centro dell’attenzione dei media, con aggiornamenti limitati sulla situazione iraniana e sulle preoccupazioni relative all’approvvigionamento, i prezzi sembrano per ora relativamente stabili. Resistenza a 65,13 dollari e supporto a 63,37 dollari.

Bitcoin
I venditori hanno contribuito al trend ribassista con un quinto minimo consecutivo in ribasso e una chiusura significativa al di sotto del livello di $ 90.000. La mancanza di domanda per la criptovaluta è evidente nell’attuale contesto di conflitto geopolitico (Groenlandia/dazi) e l’USD mostra chiari segnali di instabilità: BTC non riesce ad attrarre interesse come alternativa di rifugio sicuro. Si noti che il movimento di oggi rompe la linea di tendenza ascendente in atto dal sell-off di novembre 2025. Resistenza a $ 92.700 con supporto a $ 89.200.
